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Henry Pass

 

 
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Henry Pass

 

Dal Myspace di Henry Pass

Carissimi, innanzitutto un “saluto della Madonna Ciccone!”, come mia consolidata abitudine, subito seguito da un felice grazie per essermi venuti a trovare in questa nuova paginata web creatami ad hoc dal mio amico e musical- mente complice Dr.Sound dj, (con la musica del quale ho inciso infatti i tre brani che ascoltate, buongrado o meno, proprio in questa mia “assise telematica” e che potete trovare pubblicati su compilation house!).

Prima di compendiare la cronistoria della mio generatrico artistico, ringrazio anche doverosamente il reporter Massimo Bartolozzi, suoi infatti gli scatti delle foto che qui avete gioia di ammirare con bonario apprezzamento, spero.
I più, tra voi, avranno già avuto buon cura di leggere la biografia che mi riguarda nella vista-web precedente, sommariamente da lì capendo i gradini che ho dovuto calcare di una scala sempre e ancora in salita, visti appunto gli ultimi enormi successi del “Cocoricò” di Riccione e dello “Space” a Ibiza e del resto d’Italia e parte d’Europa.
La mia carriera artistica dunque, per chi volesse soddisfare la vana curiosità, è nata quasi per caso: correva l’anno 1992, se non mal rimembro, da una parte presa dai miei studi universitari in Giurisprudenza, dall’altra dai miei articoli giornalistici per il Messaggero, di tanto in tanto seguivo il mio amico dj (lo è ancora mio amico) Fabio Cassandro nelle sue serate. Eravamo all’"Evergreen" di Paolo Pecilli a L’Aquila, una megadiscoteca all’aperto; musica ineccepibile ma mancava una direzione artistica idonea.
Mi chiesero di occuparmene e lo feci bene, dando una resa ottimale dell’animazione iniziando contestualmente a prendere dimestichezza con il microfono (ancora col filo!).
Ebbi a fare veramente un bel lavoro se all’inizio della stagione invernale mi volle con sé a tutti i costi la mitica discoteca "Royalton" di Tagliacozzo (un saluto a Gino Odoardi!) e a seguire l’"Underground city" a Popoli sempre in Abruzzo in un’epoca in cui gli artisti legati all’housemusic vestivano panni pionieristici.
La eco delle mie gesta (eh! Che parolone!) arriva nella capitale in quel dell’"Alien",per l’esattezza alla corte di Marco Bornigia , che mi volle anche a capo del suo ufficio stampa, contestualmente segnando qui l’artistica "metamorfosi di Henry".
Ringrazio molto Marco per avermi saputo indirizzare al meglio; sicché via il cappellino in pelle per passare a un look "trasgressive". In quegli anni all'Alien, mentre mi alternavo al microfono con Baby Marcelo (anche lui può dirsi "creatura aliena"), ho avuto un incontro artistico per me risolutivo: aver conosciuto due persone fantastiche e professiona- lmente all' avanguardia, ovvero i due "Cecchetto" della tendenza romana e ormai a buon diritto anche italica, vale a dire Stefano&Francesco Unicatribù.
E' soprattutto grazie a loro se nel mio curriculum d'artista posso annoverare nomi eccellenti di djs dell'housemusic internazionale con i quali ho lavorato non sporadicamente ma a più riprese (alcuni di loro poi diventati amici), da Massimino Lippoli a Ralf, a Coccoluto, ricordo molte volte con CJ Mackintosh del "Ministry of sound" di Londra. In quegli anni, tre di fila e “promossa” nella grandiosa serata Alien “Stardust” del martedi, (ricordo con me il sempre auge Flavio Koea 954 e Lady Cintia Koea), ero in contemporanea anche al bellissimo "Chalet" di Angelo De Agostino insieme ad un bravo dj che stimo molto, Luca Morales (a dire il vero non so se lavora ancora in questo settore), e al buon organizzatore Giancarlo Franceschini; ero anche al ricercato "The Saint" (poi chiamato Bush, adesso non so) di Mauro Virgili e Pina Di Marzio, mentre nelle stagioni estive risiedevo nel locale top del litorale: il "Kursaal one" di Ostia, che ha lasciato veramente il segno nella gestione di Antonio Longo e Massimo Miscia, insieme di nuovo e con piacere a Fabio Cassandro.
Mitiche le serate trasgressive del giovedi del 1997 e 1998, ideate da me e da Stefano Campagna, un caro amico e giornalista Rai, ora al Tg1 della mattina; la consolle era tutta di Orazio Fatman e di un certo “Snoopy dj” (alias Claudio D’Antonio, oggi in tv con un programma sulle discoteche, a quei tempi prezioso collaboratore ed amico), di tanto in tanto di Emanuele Inglese, presentatomi da Snoopy. Veniva a trovarmi quasi sempre una spumeggiante amica, colei alla quale Roma che balla e soprattutto che pensa a mio avviso deve molto, la sensazionale sorella parlamentare Vladimir Luxuria, al tempo impegnatissima nelle dorate edizioni di “Muccassassina”!
Ehh... Veramente bei tempi!
Al "Kursaal one" feci anche una bella conoscenza: guarda il caso noto tra la gente un ragazzo longilineo e bravo assai a ballare; gli proposi di lavorare con me ed accettò con la nascita di una bella amicizia che dura da anni e di una interessante carriera in questo mondo anche per lui; e si perché quel ragazzo era Lou Bellucci!
Lou, quando ancora non si chiamava così, con me ha lavorato per anni, seguendomi dopo il "Kursaal one" nelle due fantastiche annate all'"Akab" gestito da Leonardo Scuderi a Testaccio, al "Ritual" del buon amico Sergio Maria Carosi, nuovamente a L'Aquila al "Rex" e al "Mithos" con il grande Enrico Di Paolo, il dj delle sfilate delle "Sorelle Fendi" che saluto (e con il quale ho collaborato sino a un paio d’anni fa ad esempio al "Tantra" di Ostia dove c'eran Mr Ferdi il Guru e Stefy Lennox, battezzata così da me per via della sua straordinaria somiglianza con l’internazionale Annie). Intanto nel ’99, prendendo parte ad una “One-Night” all’Heaven a Roma, avvenne un incontro rivoluzionario; conobbi infatti il proprietario di un locale “tutto da rifare” (mi disse lui) con un progetto entusiasmante: era Alessandro Asoli; mi piacque all’istante il suo accurato intento, a tal punto che lo seguii armi e bagagli quasi alla cieca e con che risultato! Nacque il "Suburbia", con i suoi spettacolari “colori” e la sua meravigliosa housemusic.

Ce l’ho nel cuore il Suburbia, sta a me come Mucca sta a Vladimir; nella nostra fase embrionale ci mettemmo a tavolino, studiando i minimi particolari, con noi anche il mitico ed amico dj Franco Rossini e con un bel cocktail d'idee creammo questa scoppiettante serata sulla Cristoforo Colombo.
Qui ho avuto modo di consolidare anche l’amicizia, in effetti già testata, con il “presentatore Porcino” Massimo Marino!
Son stata una pedina importante della nascita del "Suburbia" che sento anche una mia creatura e dove ci sono a tutt’oggi dei carissimi amici.

Ma tutte le cose belle hanno un inizio e una fine, è la vita che te lo impone, e magari, perché no, un “reinizio”. Per una cosa bella che va, un'altra che arriva. E siamo naturalmente al "Diabolika" e a "Scandalo"! E' per questi due colossi della housemusic che decisi nel 2002 di lasciare il "Suburbia".

Quando i capi di "Scandalo" vennero da me ad offrirmi questa nuova avventura ero da una parte lusingata e dall'altra scossa.
Avrei fatto la mattatrice per un grandioso progetto che vedeva in me e in Lou Bellucci il perno focale; la prospettiva di cambiare prevalse insieme a quella di lavorare con un amico ormai consacrato alle masse. Lou infatti era stato solo per pochi mesi con me al "Suburbia"; era andato insieme a Vladimir Luxuria, che aveva lasciato Mucca, ed Emanuele Inglese a "Scandalo" nella location del "Palacisalfa". Nascendo "Diabolika" all'"NRG" la coppia Henry Pass-Lou Bellucci si è saldamente ricostituita. Voglio molto bene a Lou Bellucci, guai per chi me lo tocca e so che per lui è altrettanta cosa! Grazie ancora a Stefano & Francesco Unicatribù per avermi fatto lavorare più volte con Alex Neri, Francesco Zappalà, il mito ed amico Joe T. Vannelli, il pure lui amico Tommy Vee, con Mr Todd Terry!
E grazie anche al superorganizzatore Davide Flash, che è stato per un periodo anche il mio agente, consolidando poi altrove le sue doti gestionali e ora nuovamente nella casa madre all’Nrg.

In questi anni e sino ad oggi ho lavorato in tantissime discoteche, ci vorrebbe veramente un papiro babilonese per elencarvele tutte, ma per par condicio voglio ringraziare e salutare i ragazzi di Milano e dell’intera Lombardia accorsi in massa nelle tappe milanesi all’”Alcatraz”, al “Rolling Stone” e all’”Amnesia”, i ragazzi di Lugano e Locarno al “Vanilla”, di Torino al “Privilege”, quelli del “Lost” di Sanremo, quelli della “Canniccia” in Versilia, quelli di Modena alla “Crepa”, quelli di Napoli al “Palapartenope”, di Salerno al "Jammin" e di tutta la bella Campania, quelli di Bari a “Le divinae follies”, i ragazzi di Catania al “Dome”, del "Qi" di Messina, del "Flexus" di Taormina e dell’intera Sicilia, quelli accorsi in Costa Smeralda al “Sottovento” e alle altre tappe in Sardegna e i ragazzi di ogni dove arrivati al “Cocoricò” a Riccione, allo “Space” a Ibiza e alla casa madre “NRG” con ciò mandando un bacione ai ragazzi di Roma.

Vi ho riferito sin qui dei locali ed eventi che hanno maggiormente segnato la mia carriera artistica, rilevante e molto per me è però dar menzione delle mie “scappatelle” al "Venial" nella bellissima Valencia in Spagna (se capitate andate a mangiare a mio nome da Pino, in Calle Conte de Altea!), al "Corleone" a Madrid, e in varie festicciole al “Soho” nella stupenda London!

Viaggiare, lavorare al meglio, conoscere realtà sempre nuove, farsi nove ore in aereo e andare a Los Angeles, poi a San Francisco.
Vado e continuo ad andare perché pur lavorando la vita è bella se vissuta, altrimenti paranoia mi coglie!!! In tutti questi anni mi sono divertita e ho lavorato anche molto.
Ma non è sempre vero che chi fa questo lavoro necessariamente è pieno di amici con i quali far baldoria tutte le sere fregandosene del mondo che ti circonda; del resto poi il concetto di amicizia per ciascuno di noi è altamente relativo.
Può dirsi amico, a mio avviso, chi per te darebbe gratuitamente anche l'anima ricambiando le attenzioni ricevute, ed è raro avere una persona così accanto; ecco perché penso che i veri amici ciascuno di noi li trova in assoluto all'interno della propria famiglia e anche qui a volta con rare negative eccezioni.
Mi piace dire questo per ricordare a tutti che il divertimento nella vita non è la cosa principale; molte volte ad esempio mi capita di salire microfonata su di un palco con il "sorriso professionale", perché il copione lo esige, perché mentre vesto quei panni debbo fare in modo che nessuno si accorga che magari tra una pausa e l'altra in camerino mi viene da piangere per motivi i più disparati, dalle brutte notizie del telegiornale, ai tristi momenti, per fortuna pochi, che la vita ti infligge.
Ehi attenti non piango mica sempre!!! A me piace far divertire i ragazzi e me al tempo stesso! Come pure sono molto contenta della "rinascita" di un mio grandissimo amico, ora anche attore a fianco di Carlo Verdone, il "gladiatore" dell'etere televisivo Massimo Marino; per lui ho pianto più d'una volta, l'ultima per la contentezza quando ho saputo che Massimo è riuscito nell'ardua impresa di sconfiggere il cancro!
La mia popolarità, oltre alle disco-platee la debbo senza dubbio anche a Massimo e al "ViviromaTelevision" e questo lo ricorderò sempre.
Sono memorabili i miei trascorsi televisivi con Massimo e tanti gli argomenti seri che abbiamo trattato insieme in uno spirito di piena libertà sociale e intellettuale, in mezzo a tante, tantissime persone di tutti i tipi e colori nel "Tam-Tam" della discoteca di turno. Bellissimo quando siamo andati al Festival di Sanremo del 2003 e lì per le tante interviste seriosamente stravaganti ai vip e mezzivip per il "Viviroma" siamo finiti più volte su Blob a Raitre! Come pure quando due mesi dopo eravamo sotto al "Big-Bang" di Londra con in mano la bandiera colorata della Pace in mezzo a tanti chiassosi e simpatici ragazzi inglesi e di nuovo su Blob per una settimana di fila.

Oggi comunque oltre che essere "Assetata di messa in onda", come bonariamente mi definisce Massimo, sono anche "Avida di penna", locuzione appropriata visto che ho una mia interessantissima e pungente rubrica all'interno del "Viviroma Magazine", il mensile NumberOne della Roma notturna, disponibile in tutti i locali della capitale, leggetelo!!!
Un'ultima cosa...
Vogliate scusarmi ragazzi se non riesco a corrispondervi via e-mail, ma i miei impegni sono così tanti che saltuariamente ce la faccio ad entrare nel sito.
Questo però non significa che io me ne freghi; tutto il contrario! L’ideatore di questo mio spazio telematico, mi tiene quotidianamente al corrente delle vostre belle corrispondenze e tramite lui, per quel che posso, cerco di esaudire le vostre richieste.

Ciao ragazzi e ai prossimi aggiornamenti.

 

 

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